Gravidanza e fertilità
Sangue, coagulazione e urine
Tiroide, metabolismo e diagnostica
Gravidanza e fertilità
Sangue, coagulazione e urine
Tiroide, metabolismo e diagnostica
Esegui il pacchetto esami del sangue per l’anemia. Per informazioni o chiarimenti, contatta il laboratorio: il nostro staff è a disposizione.
Il Bitest comporta un prelievo di sangue che viene eseguito tra la 9° e la 11° settimana di gravidanza, ma non oltre la 14° settimana. È essenziale che la futura mamma sia munita di un rapporto di Ecografia ostetrica, effettuata il giorno stesso o al massimo il giorno prima dell’esame del Bitest, in cui sia inclusa la misurazione della Translucenza Nucale. Questo dato è vitale per una valutazione accurata del rischio.
Il Bi-Test, chiamato anche Bitest, B-Test o duo test, è uno screening prenatale non invasivo eseguito nel primo trimestre di gravidanza. Combina i valori rilevati attraverso il prelievo di sangue materno con i dati dell’ecografia e della translucenza nucale.
Il prelievo misura due parametri: PAPP-A e β-hCG libera. Questi valori, insieme all’età materna, alla settimana gestazionale e ai dati ecografici, permettono di stimare il rischio di alcune anomalie cromosomiche, in particolare trisomia 21, 18 e 13.
Il test combinato viene generalmente completato tra la 11ª settimana e la 13ª settimana + 6 giorni. Il Bi-Test non fornisce una diagnosi, ma una stima probabilistica che deve essere interpretata dal ginecologo.
Presso Emmepi Lab a Roma è possibile effettuare il prelievo per il Bi-Test dal lunedì al venerdì, dalle 7:00 alle 12:00, senza appuntamento e senza ricetta medica. Il costo dell’esame è di 60 euro.
Per eseguire correttamente il test è necessario portare il referto dell’ecografia ostetrica, con la misurazione della translucenza nucale e l’indicazione precisa della settimana gestazionale.
I risultati del Bitest vengono espressi come livello di rischio, non come semplice esito positivo o negativo. Un risultato a basso rischio non esclude completamente un’anomalia, mentre un risultato ad alto rischio non equivale a una diagnosi. Sarà il ginecologo a valutare l’eventuale necessità di ulteriori approfondimenti.
